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  • Alessio Valentino

Praterie

Continua la nostra traversata verso l’ovest, abbandonate le foreste dell'Ontario siamo entrati nelle immense praterie del centro Canada. Abbiamo raggiunto i primi 10.000km in poco più di un mese e mezzo e, in vista delle numerose strade sterrate che attraverseremo nei prossimi mesi nel nord ovest del continente, siamo costretti a sostare per montare dei pneumatici adatti.


Le misure europee a quanto pare non piacciono agli americani e trovare delle gomme adatte si è rivelata un'impresa, la nostra breve sosta si è trasformata da un paio di giorni ad una settimana dopo che, al primo tentativo, son state ordinate delle gomme sbagliate.

Le distanze qui sono notevoli, i primi centri abitati in ogni direzione non distano meno di 150km e impossibilitati a proseguire siamo rimasti, come Tom Hanks nel film di Spielberg “The Terminal”, bloccati nel bel mezzo del nulla.

Abbiamo passato sette giorni nel irreprensibile paesino di Yorkton nel impronunciabile Saskatchewan, e incuriositi dalla stravagante cultura del paese siamo andati ad un evento che la città accoglieva in quei giorni. Una fiera di motori in cui persone da tutto il Nord America si sfidavano a trainare un peso il più lontano possibile dalle 5 del pomeriggio fino a

tarda sera. Interessantissimo no?…

Ad ogni modo c’è sempre da imparare, non tanto dalla sfida in se che dopo i primi 10 minuti era sicuramente diventata noiosa (non per gli altri a giudicare dagli applausi) ma il contesto mi ha fatto molto pensare. Con la situazione drammatica di incendi che sta vivendo il paese e con i cambianti climatici che sono ormai sotto gli occhi di tutti, non ci son regole a limitare questo genere di eventi dove le famiglie ridono e applaudono spensierate insieme ai figli al passaggio di un trattore modificato con il motore di un jet che, in appena 50 metri, rilascia un quantitativo di emissioni che un auto probabilmente rilascia in un anno intero.. di certo non un buon insegnamento per le nuove generazioni.

E' davvero necessario tutto questo?

Ci è bastato un solo giorno per avere sotto gli occhi lo spaccato della società in qui ci troviamo, socievoli, entusiasti e generosi ma allo stesso tempo purtroppo esagerati, eccentrici ed eccessivamente consumisti. E se in Europa avevo l’impressione, se non la certezza, che non stessimo facendo abbastanza per affrontare il problema qui sembra che non ne sappiano nemmeno l'esistenza.


Dopo sei fantastiche notti passate nel parcheggio del Walmart nella rigogliosa Yorkton finalmente ripartiamo con le nuove gomme pronti ad assaporare di nuovo quel silenzio che solo la Natura può regalare.

I due giorni successivi li abbiamo trascorsi nel Parco Nazionale delle Grassland, una spettacolare distesa di praterie a perdita d’occhio, apparentemente brulla e sterile ma che nasconde dietro ogni cespuglio una varietà di fauna sorprendente. Il parco è attraversato da pochissime strade sterrate, centinaia di km dove non puoi superare i 20km/h per evitare di impolverarti e di investire i migliaia di buffi cani della prateria che attraversano la strada continuamente.




Non mi sono ancora abituato a vedere così tanti animali in così poco tempo e per rendere l’idea ho realizzato un breve filmato con alcuni degli animali visti in questa meravigliosa terra.

Tutte le riprese son stati realizzate nell'arco di 24 ore.



Ora dobbiamo ripartire, dopo la sosta obbligatoria bisogna recuperare tempo sulla tabella di marcia, all'orizzonte si intravedono delle cime che si stagliano sulla brulla prateria, domani entreremo finalmente nel territorio dei Grizzlies nella catena montuosa più famosa del Nord America, le Rocky Mountains, non vedo l’ora! (Cri un po’ meno 🐻😅)


Un abbraccio

Ale e Cri

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